
Nata a Reggio Emilia, Elena Fontanesi ha compiuto gli studi presso la Facoltà di Sociologia e la Scuola Superiore di Giornalismo dell’Università di Urbino. Per molti anni ha insegnato lingua inglese nella scuola, affiancando all’attività didattica una costante ricerca artistica.
Da oltre trent’anni coltiva la pittura come spazio privilegiato di espressione e sperimentazione. Oggi, concluso il percorso professionale nell’insegnamento, può dedicarsi interamente alla creazione artistica, concentrando tempo ed energie in una ricerca pittorica sempre più intensa e consapevole.
Il suo lavoro si sviluppa attraverso tecniche e materiali diversi: tele, compensato, cartone, vetro, specchi, sassi, pareti e porte diventano superfici vive su cui il colore prende forma. Le sue opere, per struttura e tensione cromatica, si avvicinano spesso a una sensibilità espressionista, dove materia e gesto dialogano in modo diretto e istintivo.
Amante della musica – che ha approfondito nello studio del pianoforte – e della scrittura, si è dedicata nel tempo anche alla composizione di racconti e poesie, esperienze che hanno arricchito il suo linguaggio visivo.
Quasi interamente autodidatta, ha seguito corsi e percorsi formativi con artisti del territorio, tra cui M. Zanetti, T. Cattini, Pozzi e M. Grimandi, che hanno contribuito a stimolare la sua costante tensione alla sperimentazione.
La sua attività artistica è stata presentata anche in ambito televisivo nel programma ARTISTIVI, a cura di Federico Caloi, che le ha dedicato un documentario illustrandone il percorso creativo e alcune opere significative.
recensione di Vincenzo Cignarale
curatore d’arte
Spunti, momenti raffinati
Con un tipo di pittura apparentemente tradizionale ma ricca di spunti e momenti raffinati colti con pennellate veloci ma non per questo meno calibrate e d’effetto, ecco apparire fiori, paesaggi, mare, volti, nature morte; il tutto tende a catturare anche la più profonda, la più intima realtà.
Tutto questo lo si trova nelle opere di Elena Fontanesi, ma, per capire appieno gli attimi che ci propone parliamo per un breve attimo di lei, l’artista, la donna che ci si manifesta osservando le sue opere. La pittura è per lei lo sfogo ideale, lo strumento attraverso il quale innalzare la propria voce aldilà del brusio confuso e proporre il proprio io, la propria personalità: proporre, non imporre!
Tendere la mano, non gettarla innanzi! E in quel dipingere ecco che nasce la poetica parte essenziale delle opere a noi visibili. Una poetica vigorosa accessibile che investe l’osservatore e lo induce alla meditazione e al ripiegamento interiore.
Questa visione delle sue opere è frutto sia del suo istinto artistico sia di lunghi e approfonditi studi.
Ad Elena Fontanesi la sua opera non appare mai perfetta e vi è nel suo animo una sempre continua ricerca del “meglio”, peculiarità questa insita un po’ a tutti coloro che creano e fonte sicura di crescite costanti.
Elena propone le sue opere in maniera egregia: opere realizzate con un’ottima matrice pittorica e coloristica, colori che si sfumano dolcemente o che si contrastano con efficacia, donando al tutto corpo e vibrazioni.
L’artista non fa morire il sogno, ce lo propone con tocco gentile, godiamocelo!
House 177, agosto 2024
Vincenzo Cignarale
recensione di Andrea Diprè
critico d’arte
Una pittura, quella di Elena Fontanesi, che origina dallo spontaneo captato dal senso e si costituisce nella forma scrupolosa di una disciplina artistica che sottopone all’egida dell’ideale una passione insaziabile rendendola, se possibile, ancor più distillata e tormentosa.
L’immagine si evolve in pensiero stilizzando i lineamenti figurali con incisività di tratto e improvvisazione d’estro che emoziona l’umore del messaggio con delicatezza di luce e sorveglianza d’animo. Tant’è che la trasparenza del colore si realizza e si movimenta nella sua interazione di poetica visiva alimentata dal profondo della spinta figurativa che motiva una sua cultura di genesi e di propensione al racconto sintetista. Trattasi di un dialogo sensibilmente emotivo che realizza il confronto interno/esterno della visione intellettuale con l’ambiente.
Sviluppa così quella particolare dimensione in cui l’artista (…) dipinge non come pretesto esteriore, ma per dar significato al tempo esistenziale.
L’immagine pittorica della Fontanesi che collega la realtà al sogno, il desiderio alla speranza, è dettata da un fremito poetico tanto familiare quanto universale.
Non è una pittura facile quella di Elena, che partendo dal semplice poi sale al complesso per far rivivere nell’immagine il quotidiano e il suo futuro. Naturalmente la spigliatezza di realizzazione strutturale e poetica della luce illumina la forma di positiva magia che si deve all’innato talento dell’artista e al suo intendere il gesto creativo come montagna di proporzioni e ambizioni enormi (….)
Un figurativo di composizione moderna animato dal tratto estroso della neo-figurazione e dall’arcobaleno cromatico che sa unire la fantasia alla gustosità papillare, l’interiore all’ambiente sensibilizzando un linguaggio di chiarezza che pone l’immagine in armonia di senso e di forma, dove la facoltà primaria della pittrice sbandiera il suo preveggente e inconfondibile accento estetico.
L’introspezione vigila a tutta sfera sulla natura dell’opera dipinta in cui storicità di vissuto e analogia del presente si amalgamano per solidarietà di finalità artistica nella quale la forma dell’arte rispecchia l’eco della vita.
La pittura della Fontanesi possiede la premessa e la maturità, tutta la coerente intelligenza del tradursi in linguaggio a tensione umana.
Andrea Diprè
recensione di E. Filini
“E’ una pittrice di formazione autodidatta. I suoi lavori si riferiscono ad una certa realtà, trasfigurata dal sogno e dalla fantasia. Il suo desiderio è di raccontare il creato attraverso la lente deformante del cromatismo più esasperato,con la supremazia prevaricante della proposta pittorica pensata nei confronti di quella eseguita..Ciò conferisce alla sua pittura una forza primitiva,immediata,quasi inconsapevole che non indulge ad inutili preziosismi e và diretta allo scopo”
E.Filini
recensione di Daniela Caiti
Attratta dai suggerimenti della realtà e dalle suggestioni della fantasia,l’artista si accosta alla pittura a cuore aperto,affidando al pennello e ai colori i suoi stati d’animo. Nella sua continua ricerca creativa,abbandona ben presto l’uso della matita intesa come confine,costrizione,limite. Elena è uno spirito libero che combatte le tensioni e le paure con la voglia di vivere e il desiderio di luce e di armonia. Colori scuri e materici si alternano infatti a colori caldi e brillanti. Contagiata dalla passione esprime nella pittura il suo canto libero del quale è autrice e interprete allo stesso tempo.
Daniela Caiti
